Articolo 6 PPWR: cosa significa "imballaggio riciclabile" e da quando

Dal 1° gennaio 2030 ogni imballaggio immesso sul mercato UE deve essere riciclabile. L'Articolo 6 del Reg. UE 2025/40 introduce cinque classi di prestazione (A–E): dal 2030 sono ammesse solo A, B e C; dal 2038 solo A e B. Se il tuo packaging non passa qui, nessun altro articolo conta.
Cosa dice la norma
L'Articolo 6 valuta la riciclabilità su due piani: il design-for-recycling (compatibilità progettuale con i sistemi di raccolta e riciclo) e la riciclabilità su scala (la reale capacità industriale di trattare quel formato). La classe si assegna in base alla percentuale in peso effettivamente riciclabile: A ≥ 95%, B ≥ 80%, C ≥ 70%; sotto il 70% (D ed E) l'imballaggio è considerato non riciclabile. Le scadenze: dal 1/01/2030 ammesse solo A/B/C su criterio di design; dal 2035 entra il test "recycled at scale"; dal 2038 la soglia minima sale a ≥ 80% (fuori anche la C). (Reg. UE 2025/40, Art. 6 e Allegato VII — EUR-Lex).
Cosa significa per il tuo SKU
Questo è il primo filtro del PPWR, non uno dei tanti: un imballaggio in classe D non si può vendere, punto. I formati più esposti oggi sono le strutture multistrato complesse (PET+EVOH, alluminio+plastica), i film accoppiati e i compositi non separabili a mano — esattamente i pack che danno barriera e shelf-life nel food e nel beauty.
Il secondo punto, quello che i team sottovalutano: la classe di riciclabilità non è solo market access, è prezzo. Le fasce CONAI già modulano il contributo sulla riciclabilità attesa, e il salto tra un multimateriale (fascia C, fino a 790 €/t) e un monomateriale ben progettato (fascia A1.1, 40 €/t) vale fino a centinaia di euro per tonnellata. L'Articolo 6 e il portafoglio CONAI sono la stessa decisione vista da due lati. E il tempo non è dalla tua parte: un ciclo di redesign dura 18–36 mesi, il pack che lanci nel 2026 sarà ancora a scaffale nel 2030.
Cosa fare adesso
- Mappa gli SKU e isola i multistrato e i compositi non separabili: sono i primi a cadere sotto la soglia.
- Per ognuno, stima la classe di riciclabilità attesa (A–E) e incrociala con la fascia CONAI attuale.
- Dai priorità di redesign ai pack a rischio Art. 6 e in fascia CONAI alta: lì il business case è doppio.
- Tieni d'occhio gli atti delegati sulla metodologia (attesi 2026–2027): definiranno i criteri di calcolo esatti.
Domande frequenti
Da quando gli imballaggi devono essere riciclabili? Dal 1° gennaio 2030 per i criteri di design; dal 2035 si aggiunge il test di riciclabilità su scala; dal 2038 la soglia minima sale a ≥ 80%.
Cosa sono le classi A, B, C, D, E? Cinque livelli di prestazione per percentuale in peso: A ≥ 95%, B ≥ 80%, C ≥ 70%, D ed E sotto il 70% (non riciclabili).
Quali imballaggi rischiano di più? Multistrato complessi, film accoppiati e compositi non separabili a mano.
L'Articolo 6 incide sul contributo CONAI? Sì: le fasce CONAI già differenziano il contributo in base alla riciclabilità attesa.
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